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I briganti di Montedorodo

ANDREA SALVO, nato il 12 settembre 1854 da Lorenzo e da Angela Mantione

GAETANO ANZALONE, nato l' 1 dicembre 1851 da Francesco e da Ventura Vincenza.

Amici da sempre, operarono in coppia, facendosi notare all'inizio per tante piccole ruberie, ma macchiandosi in seguito di atroci delitti.

In paese, ebbe una enorme risonanza il sequestro di Don Onofrio Caico, liberato dopo il pagamento da parte della famiglia del riscatto di diciottomila lire (per i tempi una somma ingente).

Andrea Salvo morì suicida nel 1874, per sottrarsi alla cattura delle forze dell'ordine.

Gaetano Anzalone, invece, catturato, fu condannato a vita e tradotto nel penitenziario di Civitavecchia, dove morì di vecchiaia in età molto avanzata.

Sul bandito Anzalone rimangono nella memorialistica locale alcuni versi anonimi:

Quannu era iuntu a lu Passu di Graci

Mi vuantu e viju 'na cavallaria,

Su tri cumpagni e vinticinqu armati,

Tutti curriaru a squela di mia:

Tutti spararu cu pruvuli e baddi,

Tutti spararu a la pirsuna mia. [...]

ROSARIO BUFALINO, nato il 19 dicembre 1870 da Liborio e da Maria Rosa Soriano.

Tra i briganti montedoresi fu forse il più efferato e il più temuto. A soli diciassette anni, ritenendosi offeso, uccise a colpi di pistola presso l'abbeveratoio comunale il cognato, padre di cinque figli.

Condannato a sette anni di carcere perché minorenne, non appena rimesso in libertà formò una piccola banda e si diede alla latitanza. Le sue gesta delittuose, di cui andava fiero (per mettersi in evidenza, usava scrivere al Giornale di Sicilia), erano note in tutta la provincia.

Tra i suoi delitti più noti, l'assassinio della guardia campestre Vincenzo Barbarìa, che si era vantato di non temerlo e che prima o poi lo avrebbe catturato e consegnato alla giustizia. La musa popolare ha immortalato così l'episodio:

"Un jornu di duminica matinu

Rusariu cu Licarsi in cumpagnia,

''mmiazzu li pitrulizzi di Guarini

lu miseru 'ngagliò di Barbarìa...

- Guardami, viacchiu sbirru malantrinu,

Tu la canusci la pirsuna mia,

Cunsignami a la liggi, paladinu,

c'é lu tagliuni nni la testa mia.

A Barbarìa scurà lu munnu,

si scusà, si inginucchià, fu tiampu piarsu

Bufalinu ci dissi: ora rispunnu

e drittu ci sparà cu lu so viarsu." [...]

Rosario Bufalino fu ucciso il 29 ottobre del 1901 dalla guardia campestre Paolo Carrubba nelle colline a nord di Bompensiere, mentre, stanco e affamato, cercava di riprendere fiato, dopo una notte di inseguimenti da parte delle forze dell'ordine.

SALVATORE FALLETTA MULONE

Di questo bandito, nella “Storia di Montedoro” di Giovanni Petix, da cui abbiamo tratto le notizie sul brigantaggio montedorese, si racconta soltanto di un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine, avvenuto nel Largo San Giuseppe e, in quella occasione, della uccisione di due guardie di Questura e della sua fuga nelle campagne vicine.

In località Monte Ottavio si trova una buca detta di “Mulone”. Non si può escludere che il nome di questa buca sia collegato al bandito.

 

Nome Abitanti: Montedoresi

Estensione Territorio: 14,53 Km2

Numero Abitanti: 1.650

Santo Patrono: Maria SS del Rosario (prima domenica di Ottobre)