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Cardinale Giuseppe Guarino


Giuseppe Guarino nacque dal notaio don Michele e da donna Angela Papia il 6 marzo 1827 in Montedoro, al tempo diocesi di AgrigentoLo stesso giorno ricevette il battesimo, con il nome di Giuseppe Giovanni Guarino, amministrato dallo zio Pietro Guarino, parroco di Montedoro.

Nell'estate del 1838, col permesso della Curia vesco-vile di Agrigento, indossò l'abito ecclesiastico. Il 21 dicembre 1838 ricevette la tonsura e l'ostiariato da Ignazio Montemagno, vescovo di Agrigento.

Nel 1839 Giuseppe Guarino fece il suo ingresso nel seminario di Agrigento. Nel 1846 Guarino iniziò a frequentare gli insegnamenti di teologia ed ebbe modo di seguire anche gli insegnamenti di diritto, canonico e civile. Durante gli anni di studio di filosofia ricevette gli ordini minori da mons. Lo Jacono vescovo di Agrigento.               Il 23 settembre 1848 fu incardinato definitivamente nell'ordine, ricevendo l'ordinazione suddiaconale da mons. Stromillo vescovo di Caltanissetta,

Compiuti i 22 anni, gli venne conferito il diaconato nell'ordinazione di sitientes del 1849 dal vescovo di Caltanissetta mons. Stromillo. In quegli anni conobbe il priore benedettino Giuseppe Benedetto Dusmet, con cui instaurò una profonda amicizia spirituale che durò tutta la vita.

Con dispensa papale, concessa daPio IX su richiesta del vescovo di Caltanissetta, fu ordinato sacerdote con 18 mesi di anticipo, il 22 settembre 1849 dal vescovo di Caltanissetta.

Nel 1850 fu ammesso al Collegio dei santi Agostino e Tommaso, in Agrigento, al fine di perfezionare la formazione in morale e diritto, e qui completò il corso di studi di sei anni.

Nel 1855 l'arcivescovo di Palermo mons. Planeta, giudice del Tribunale di Monarchia e Apostolica Legazia, su segnalazione del rettore del seminario di Agrigento mons. Giuseppe Oddo, chiamò Guarino a Palermo nominandolo segretario del Tribunale di Monarchia e Apostolica Legazia.

Il 4 aprile 1857 venne nominato beneficiale e concorrendo ad un canonicato vacante, riservato ai beneficiali, ottenne il canonicato e prese possesso dello scanno il 6 agosto 1857.

Nell'ottobre 1859, a sua insaputa, fu nominato con regio decreto Ufficiale capo del II carico degli Affari Ecclesiastici del Real Ministero e Segreteria di Stato. Anche in questo nuovo ufficio il can. Guarino seppe farsi apprezzare e stimare da tutti, tanto che quando alla Real Casa di Borbone si sostituirono i Savoia, egli non fu allontanato dal Dicastero e continuò a difendere i diritti della Chiesa e, soprattutto, ad agire in difesa dei deboli e dei sofferenti.

Tra il 1861 e il 1871 fu titolare della cattedra di diritto canonico presso la Regia Università di Palermo.

A seguito dell'unità d'Italia e del proporsi della "questione romana", parecchie sedi vescovili rimasero per molto tempo sprovviste di un vescovo; verso la fine del 1871 alla diocesi di Siracusa fu eletto il can. Giuseppe Guarino.

L'annuncio ufficiale fu dato il 3 dicembre 1871 allo arcivescovo di Palermo, da un prelato della Curia Pontificia. Mons. Guarino, apprese la notizia con particolare trepidazione, ritenendosi inadeguato al nuovo incarico: tentò di sottrarsi all'elezione, scrivendo di proprio pugno al Pontefice Pio IX, ma non vi riuscì.

Il 17 marzo 1872 venne consacrato nell'ordine episcopale dall'arcivescovo di Palermo mons. Michelangelo Celesia (vescovi ordinanti mons. Blundo vescovo di Cefalù, mons. Cirino vescovo di Derby).

Il 21 marzo 1872 si insediò nell'Arcidiocesi di Siracusa per procura al Ciantro del Capitolo della Cattedrale don Gaetano Bonanno, vicario capitolare, il quale si immise nel canonico possesso per "acceptationem mitrae archiepiscopalis in capite". Il nuovo arcivescovo arrivò in Siracusa il 17 aprile 1872, in treno.

Nel giugno del 1875 mons. Guarino apprese di esser stato designato alla successione di Luigi Natoli nella cattedra arcivescovile di Messina. Con bolla pontificia del 2 luglio 1875, Giuseppe Guarino venne nominato arcivescovo metropolita di Messina.

Il 27 luglio prese canonico possesso dell'arcidiocesi per procura e il 3 agosto si insediò, giungendo in treno a Messina, salutato da una moltitudine festante. Venne accolto alla porta della cattedrale di Messina dal capitolo dei canonici e dal clero dell'arcidiocesi. Non essendo munito del regio exequatur non poté entrare in episcopio e soggiornò per alcuni giorni in seminario.

Il 10 aprile 1883 venne nominato Administrator, ad nutum Apostolicae Sedisdella prelatura di Santa Lucia del Mela.

Il 31 agosto 1883 con breve apostolico "Ex debito apostolicae servitutispapa Leone XIII nominò l'arcivescovo di Messina Giuseppe Guarino archimandrita del SS. Salvatore, diocesi contigua a quella di Messina, rimasta da moltissimi anni vacante e retta dal vicario capitolare Agliati.

L'Archimandridato del SS. Salvatore rimase integro nei suoi privilegi e nella sua giurisdizione (ad eccezione della parrocchia di Sant'Angelo di Brolo, che fu annessa alla diocesi di Patti), mantenne la sua Cattedrale e fu annesso aeque principaliter all'arcidiocesi di Messina: l'unione avvenne in persona episcopi e mons. Guarino resse le due diocesi che rimasero distinte, senza che l'una assorbisse l'altra. Il 6 agosto 1884 Giuseppe Guarino prese canonico possesso dell'archimandridato del SS. Salvatore.

Il 14 dicembre 1892 il vicario generale di Messina mons. Basile, annunziò all'arcidiocesi e all'archimandridato che papa Leone XIII avrebbe elevato alla porpora cardinalizia l'arcivescovo Giuseppe Guarino.

Il 16 gennaio 1893 si celebrò il Concistoro segreto nel quale furono creati 14 nuovi cardinali, tra cui Giuseppe Guarino.

Il Concistoro semipubblico fu tenuto il 18 gennaio 1893 e il card. Guarino ricevette la berretta rossa e la mozzetta da papa Leone XII.

Il 19 gennaio 1893, nel Concistoro pubblico, il card. Guarino ricevette l'imposizione del galero e l'assegnazione del titolo presbiterale di San Tommaso in Parione.

Il 26 febbraio 1893 il novello porporato tornò a Messina dal mare col traghetto "Toscana", e fu accolto con festeggiamenti trionfali organizzati dall'instancabile vicario generale mons. Basile.

Il 17 marzo 1897, ricorrendo il XXV annivarsario dell'ordinazione episcopale del card. Giuseppe Guarino, a Messina furono organizzati solenni festeggiamenti in onore del porporato, nonostante le resistenze di quest'ultimo e la sua malferma salute, minata dal doppio ictus cerebrale che lo colpì nel1895. In occasione del giubileo episcopale il card. Guarino ricevette messaggi augurali dall'intero episcopato siculo, da molti cardinali e dallo stesso Pontefice Leone XIII.

I festeggiamenti si conclusero il 29 giugno 1897, festa dei santi Pietro e Paolo, con il solenne Pontificale presieduto dal card. Michelangelo Celesia. Per l'occasione venne coniata una medaglia celebrativa raffigurante il busto del cardinale.

Il 1º febbraio 1895 il card. Giuseppe Guarino fu colpito da un doppio colpo apoplettico che lo paralizzò nella parte destra del corpo. Lentamente riuscì a recuperare l'esercizio della parola e ad occuparsi del governo pastorale della diocesi, assistito dal vicario generale mons. Giuseppe Basile. Nel luglio del 1897 fu colpito da una seria polmonite, dalla quale riuscì a riprendersi grazie alla forte tempra.

L'11 settembre 1897 la polmonite si riacutizzò e gli venne amministrata l'estrema unzione dai canonici Trischitta e D'Arrigo. Le sue condizioni si aggravarono ulteriormente la sera del 21 settembre 1897 quando, dopo aver seguito l'ufficio sacro, si spense serenamente in Messina.

La sua salma fu trasportata in arcivescovado, ove fu allestita la camera ardente, e vestita con le insegne pontificali. Il 24 settembre 1897 nella Cattedrale di Messina furono celebrate solennemente le esequie, presiedute dal vescovo D'Alcontres, già suo ausiliare. L'elogio funebre fu tenuto dal canonico Annibale Maria Di Francia, oggi asceso agli onori dell'altare.

Nel 1907 i messinesi fecero traslare la sua salma in Cattedrale, salma fu trovata incorrotta e ancora flessibile, e fecero erigere un monumento in suo onore dallo scultoreGregorio Zappalà.

Nel 1983 dal Duomo di Messina il suo corpo fu traslato presso la cappella dell’Istituto Leone XIII di Messina, casa generalizia delle Apostole della Sacra Famiglia. Nel 1985 fu aperto il processo informativo diocesano di canonizzazione.

Sin dal suo ingresso nell'arcidiocesi di Siracusa, mons. Guarino volle consacrare la propria azione pastorale alla Vergine Maria Immacolata. Al suo arrivo in Siracusa, egli trovò una situazione assai compromessa oltre che ostile alle gerarchie ecclesiastiche, essendo vivo nei siracusani il ricordo del suo predecessore mons. Rubino, particolarmente vicino a quel Regno delle due Sicilie che aveva tanto penalizzato la città, trasferendo infine il titolo di capoluogo a Noto. La vita pubblica era, in oltre, intrisa dell'opera della massoneria. La Chiesa siracusana accusava uno sconfortante declino: i sacri templi erano deserti, il clero ostacolato nell'esercizio del culto divino e incapace di reagire, il seminario completamente deserto. Ad aggravare la situazione era una certa rilassatezza dei consumi, largamente diffusa tra il popolo e persino nel clero. Mons. Guarino si preoccupò anzitutto di stabilire un contatto diretto con il "gregge" affidato alle sue cure, facendosi conoscere e conoscendo personalmente i siracusani. Non era raro vederlo passeggiare per le strade della città, seguito da alcuni sacerdoti. Il popolo e il clero siracusano sentirono immediatamente il carisma del nuovo pastore, conquistati dall'animo gentile, dal tono familiare ed affettuoso con i quali mons. Guarino avvicinava quanti lo cercassero o incontrassero.

Al fine di conoscere i mali che affliggevano l'arcidiocesi e di apporre i giusti rimedi, il 2 settembre 1872 indisse la visita pastorale, preceduta da opportune predicazioni e dalla consacrazione dell'arcidiocesi al Sacro Cuore di Gesù. Nonostante le difficoltà derivanti dalle ostilità tra la Santa Sede e il Governo italiano e dalla lunga vacanza della cattedra di Siracusa, il 16 dicembre 1872 provvide alla nomina di otto canonici onorari (in attesa di poter loro conferire le prebende) e, d'intesa col nuovo vicario generale mons. Antonio Caraccio, alla nomina dei titolari delle parrocchie e delle collegiate vacanti, ristabilendo ordine in tutta l'arcidiocesi.

Durante il suo episcopato, indirizzò diverse lettere pastorali ai suoi fedeli: nella quaresima 1873 invitò tutti ad una maggiore frequenza nei sacramenti, in special modo alla confessione ed all'eucaristia; nella quaresima del 1874 invitò al digiuno ed alla carità verso i più bisognosi; nella quaresima 1875anno santo giubilare indetto dal papa Pio IX, invocò il rinnovamento spirituale, richiamando l'attenzione del clero sulla catechesi e sull'amministrazione dei sacramenti. Difese strenuamente i beni della mensa vescovile dall'aggressione del demanio: intentò una causa contro il Governo italiano per la confisca dell'episcopio di Siracusa per via della mancanza del regio exequatur alla sua Bolla di nomina. Il 16 luglio 1875 fu costretto a lasciare l'episcopio di Siracusa, ma non si allontanò da quel luogo, trasferendosi in un piccolo appartamento del vecchio seminario, volendo così affermare e rafforzare la sua autorità di arcivescovo. Non gli mancarono in tale umiliante vicissitudine, il conforto e la solidarietà dell'intera cittadinanza, dimostrandogli di aver vinto la battaglia più importante, quella contro l'anticlericalismo diffuso e la diffidenza che lo accolsero al suo arrivo in Siracusa: aveva conquistato i cuori dei siracusani.

Negli ultimi anni della sua vita il card. Guarino assistette a una delle più gravi calamità che colpirono Messina, il terremoto del 16 novembre 1894. Anche in questa occasione non lesinò l'impegno, sia sotto il profilo pastorale, sia collaborando attivamente ai soccorsi con le autorità pubbliche.

Nome Abitanti: Montedoresi

Estensione Territorio: 14,53 Km2

Numero Abitanti: 1.650

Santo Patrono: Maria SS del Rosario (prima domenica di Ottobre)